Come Nascono i profumi? L’incontro con Pierre Benard al Magna Pars Suites Milano

Pochi giorni fa ho preso parte ad un evento olfattivo organizzato da Prêt à Parler presso l’Hotel à Parfum Magna Pars Suites di Milano che ha previsto l’incontro con Pierre Benard, naso francese di spola tra la conosciutissima Grasse e Reggio Calabria – dove svolge ruolo di Maestro Profumiere presso l’azienda CAPUA 1880, e che mi ha permesso di respirare la magia di questo misterioso, intrigante mondo imparandone le basi.

Perché al Magna Pars? Perché questo Hotel ospita LabSolue, un Perfume Laboratory fucina di essenze per la persona e per l’ambiente.
39 creazioni per 39 suites, caratterizzate da specifiche profumazioni che si legheranno in modo permanente al ricordo che creerete al suo interno.

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Ho imparato che il profumo è dinamico, un vero e proprio percorso sensoriale che inizia nel momento in cui tocca la pelle e termina con il passare delle ore: 3 momenti di vita che corrispondo ad altrettante note olfattive, in cui la scelta degli elementi diventa vitale alla costruzione della piramide olfattiva del profumo in questione, che può raggiungere il suo apice anche dopo 3 ore.

Abbiamo le note di testa, le più volatili, le prima ad arrivare e le prime ad andarsene. Corrispondono al momento del volo del profumo, quello da cui usciamo intrigati e con la voglia di scoprirlo più a fondo. Sono i sentori del mare, degli agrumi, delle piante aromatiche.

Abbiamo le note di cuore, di media persistenza, che corrispondono alla scia lasciata al nostro passaggio, e che per qualche ora legheranno sentori di fiori, frutti e note verdi in una danza sensoriale continua.

Poi abbiamo le note di fondo, fatta di sentori legnosi (boisé), sentori animali e spezie, le più lente ad evaporare e quindi più adatte a caratterizzare l’anima e la personalità del profumo. Sono quelle capaci di legarlo a noi per la vita.

Ho imparato che il profumo e i suoi significati sono indissolubilmente legati al territorio e alla cultura di ognuno di noi. Che la lavanda è parte integrante della cultura francese per le infinite distese che albergano la Provenza, e che loro la metterebbero persino nel dentifricio. Che lo stesso significato per gli inglesi lo assume il patchouli, per la consuetudine di avvolgere nelle sue foglie il cashmere importato dall’india durante l’era coloniale, e che oggi viene da loro usato come base boisé per le fragranze con l’obiettivo di prolungarne la durata.

Ho imparato che il Gelsomino di notte emana un profumo diverso dal giorno e sprigiona alla massima potenza e sue note animali per attirare gli insetti e favorire l’impollinazione – ecco perché si raccoglie alle prime luci dell’alba.

Ho imparato che per descrivere i profumi si usano parole legate agli altri sensi – possono essere rumorosi, morbidi o vellutati.

Ho imparato che la buccia essiccata e capovolta di bergamotto veniva usata per contenere le polveri dei blush, rendendoli profumatissimi.

Ho imparato che se d’inverno metti le bucce di mandarino sui caloriferi, la casa resterà profumata per ore.

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Ho scoperto di amare alla follia il profumo di magnolia – che ho acquistato presso la boutique LabSolue e che corrisponde alla stanza n.33 dell’Hotel.

Care le mie Golders, così come capita di ‘innamorarsi dell’amore’ mi sono innamorata del Profumo in quanto tale, dei suoi segreti che non vedo l’ora di svelare ancor più nel profondo, e della storia che si nasconde all’interno di un bel flacone.

2 thoughts on “Come Nascono i profumi? L’incontro con Pierre Benard al Magna Pars Suites Milano

  1. Mi e sembrato di riuscire ad annusare ogni tua parola!!
    Deve essere stata una splendida esperienza che giuro ti invidio orribilmente, soprattutto il mio attento naso 😞
    I profumi sono davvero elementi vivi, mutevoli e capaci di trasportare i nostri ricordi con le loro note in evoluzione, quanto mi piacciono!

  2. Ti ringrazio di cuore! Non ti nego di essermi emozionata tantissimo anche solo nello scrivere di questa esperienza. Approfondirò sicuramente questo mondo! 🙂

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